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28 novembre 2011

Lo "scandalo" De Gregorio-Polverini-Bonino

Due parole sullo "scandalo" odierno nato dopo le dichiarazioni della De Gregorio, che ha affermato come nella primavera del 2010, prima delle Regionali, un esponente di primissimo piano del PD le abbia confessato che volutamente il PD non stava facendo adeguatamente campagna elettorale per Emma Bonino per farla perdere, perché la Polverini, vincendo le elezioni, avrebbe rafforzato Fini, provocando la sua uscita dalla maggioranza e conseguentemente la caduta di Berlusconi.
In primo luogo, la De Gregorio, e soprattutto come ha riferito la storia, paiono un po' poco credibili.
In secondo luogo, se veramente delle menti del PD hanno elaborato un piano così machiavellico, tanto di cappello, che il tempo gli avrebbe dato ragione (che senza la crisi di governo dell'anno scorso provocata dallo strappo di Fini molto ma molto probabilmente Berlusconi era ancora lì stabilmente al governo), e a questo punto toccherebbe ringraziarli, loro e la Polverini.
In terzo luogo, Concita De Gregorio, Emma Bonino, Renata Polverini. Femmine. Bah!

29 aprile 2010

Giunta Marini

E' stata presentata sabato la lista di sette assessori componenti la nuova giunta regionale dell'Umbria, a guida Marini. Sette, a cui dovrebbe aggiungersene un altro, esponente di Prc-Pdci.
Oggettivamente, un po' di problematicità ci sono.
E' da premettere la difficoltà della composizione, che deve bilanciare la rappresentanza di partito (e di corrente, per il Pd) con il principio di territorialità.
Sui partiti, gli assessori saranno cinque democratici (Riommi di Foligno, Cecchini di Città di Castello e Rossi di Terni per i bersaniani, Tomassoni del Lago e Bracco di Perugia per i franceschiniani), un socialista, Rometti, di Perugia, e una dell'Idv, Casciari, anch'essa perugina. In più, in attesa di un rappresentante della "sinistra radicale".
Su questo poco da dire, bilanciamento preciso, giusto i "mariniani" del Pd magari si lamentano.
Il problema si pone sulla rappresentanza territoriale. Poco da dire, un solo consigliere su 7 per l'intera provincia ternana è troppo poco.
In parte si intreccia con la scelta dei franceschiniani, Tomassoni invece di Brega.
In parte con le polemiche interne a Rifondazione.
Il Comitato Politico Regionale del Prc ha infatti designato come membro per la giunta Vinti, il segretario regionale. Decisione a maggioranza, contrari importanti esponenti come Goracci e Stufara.
Solo che, in primis Vinti a febbraio polemizzò non poco contro la Marini, appoggiando piuttosto apertamente Bocci alle primarie; in secondo luogo, un quarto rappresentante non di qualche territorio della provincia, ma proprio anch'egli di Perugia, beh, è francamente un po' eccessivo. Ragioni per cui la Marini ha rifiutato il suo nome.
E adesso... problema ancora aperto...

2 aprile 2010

Tornando sull'analisi

Ritorno un attimo sull'analisi del risultato delle Regionali.
La vulgata corrente è quella della grave sconfitta.
Ripeto, non sono d'accordo. Forse partivo con aspettative più ridotte, e quindi la delusione è stata minore. Le Regioni contendibili erano 4. Ne abbiamo vinte solo due. Il Piemonte di pochissimo lo abbiamo perso. Se lo avessimo preso, era tutta un'altra storia. Idem il Lazio, andati vicinissimo alla vittoria, partendo da condizioni, dopo le dimissioni di Marrazzo, in cui ciò pareva impossibile. Certo, alla fine conta il risultato, e seppur di poco non abbiamo vinto, ma non si può trascurare che la sconfitta è stata molto di misura.
Destano abbastanza stupore tutti quelli che adesso rinfacciano e proclamano (magari dopo neanche essersi spesi a fondo per i candidati, come per la Bonino) come sarebbe stato vincerle queste elezioni. L'aria era buona, e qualche passo avanti è stato fatto. Pensare che si potessero sovvertire anni di strapotere delle destre è assurdo.
Comunque, all'interno del Pd, a Franceschini e compagnia sarebbe solo da ricordare che i risultati conseguiti domenica e lunedì, che ora definiscono grave sconfitta, sono piuttosto analoghi a quelli delle Europee dell'anno scorso, che invece in quell'occasione furono considerati così lusinghieri da giustificare la candidatura alla segreteria del partito...

27 marzo 2010

Domenica e lunedì, CATIUSCIA MARINI E SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA'!

Domenica e lunedì, alle Regionali, Catiuscia Marini presidente e le liste di Sinistra Ecologia e Libertà!
L'aria è buona, e il nervosismo degli avversari è un chiaro segnale.
Si può fare veramente qualcosa di buono. Perciò mobilitazione generale, e tutti al voto per dargli una scossa a questa situazione politica.

24 marzo 2010

Tocca svoltarle 'ste Regionali

Tocca svoltarla 'sta campagna elettorale. La si sente poco, tempi ristretti, pochi riferimenti politici, argomenti anomali. Un po' un peccato, che tipo 10 anni fa mi avvicinai alla politica proprio con le Regionali del 2000.
"...amo il formaggio di fossa, la letteratura americana, Alda Merini e il calcio inglese. Ascolto le canzoni di De André e mi emoziono con la voce di Petra Magoni". Detta cuscì fa' sgatta' non poco. Però il buon Mirti, ad esempio, pare una brava persona, e soprattutto ha organizzato un rinfresco non male.
Adesso ci dovrebbe essere in corso qualcosa al Merlin con la Marini, sempre con buffet.
S'è detto che tocca svoltarla!

21 marzo 2010

Inchieste piazze e voti

Si discuteva, a una settimana dal voto, quale sarebbe potuta essere la differenza se avessero, tipo in Lazio, posticipato il voto di due settimane.
C'è l'idea che  due settimane in più di campagna elettorale sarebbero significate voti in più per il centrosinistra, specie con queste ennesime inchieste con Berlusconi indagato.
Qualche dubbio forte ce l'ho. L'inchiesta della Procura di Trani non penso sposta voti, anzi. Il problema del centrodestra sarà combattere contro l'astensionismo di un elettorato che non ha certo particolari motivi di entusiasmo: le indagini in corso hanno permesso entro un certo limite a Berlusconi di uscire dall'angolo, col solito ritornello magistrati/comunisti. In più ci si metta che oggettivamente la rilevanza penale dei fatti di cui si discute appare in effetti molto dubbia; la gravità delle pesanti pressioni su mezzi di informazione e organi di vigilanza è tutta politica, ma non certo in grado di far cambiare idea a un elettore di destra (che probabilmente sarà pienamente d'accordo col premier che certe trasmissioni siano da bloccare).

Ultima cosa, la piazza di ieri. Ognuno tira l'acqua al suo mulino giocando coi numeri delle manifestazioni, è chiaro. Ma un minimo di ritegno ci vuole. Era nell'aria che la manifestazione di ieri sarebbe stato sotto tono, non c'era bisogno di spararle grosse. E infatti, una piazza che a dire 200mila persone è tenersi larghi. Poi, basta essere stati una volta al Concertone il Primo Maggio per farsi un'idea precisa della capienza. E invece no, "1 milione"... E c'hanno pure la faccia di polemizzare con la Questura (loro, i titolari del Ministero dell'Interno)!

Sotto, Piazza San Giovanni quando di gente ce n'è veramente. Primo Maggio 2009, ore 16.

15 marzo 2010

Il punto a due settimane dal voto

I dati delle inchieste di Trani, sulle pressioni di Berlusconi su Agenzia delle Comunicazioni e direzione del Tg1, affinché si prendessero provvedimenti contro programmi sgraditi o si tenesse una determinata linea editoriale, magari, probabilmente, non hanno alcun risvolto penale, ma sono gli ennesimi atti di arroganza politica del centrodestra, che in difficoltà politica non nega neanche più la volontà di controllare rigidamente il sistema informativo. O anche, eliminarlo proprio, come accade nel caso dell'informazione negata in Rai con il blocco dei programmi di approfondimento sotto elezioni.
Sabato la manifestazione è andata bene, la partita per le Regionali abbastanza inaspettatamente si è riaperta, e il nervosismo di Berlusconi è evidentissimo. Una campagna elettorale -per l'ennesima volta- atipica, in cui di regioni e candidati si parla poco, e la polemica è alta al livello nazionale. A meno di due settimane dal voto la strategia di Berlusconi per uscire dall'angolo, e chiamare alla mobilitazione il proprio elettorato è chiara, gridare al complotto contro giudici e comunisti; vedemo un po', il rischio concreto è che ancora una volta riesca a portare il "dibattito" su questi temi con una campagna mediatica martellante e al sostegno dei media televisivi...

12 marzo 2010

Squilibri

Qualche anima faziosa potrebbe sospettare che la notizia dei dati dell'Agenzia per le Comunicazioni, che, in queste settimane di campagna elettorale, registrano l'assoluto squilibrio delle presenze nei mezzi di informazione a favore del centrodestra, sarebbe stata oscurata dai sopradetti mezzi di informazione.
Oh quale malignità di pensiero.
La notizia, si veda ad esempio il televideo Rai stamattina, è stata pienamente comunicata.
Solo che non viene comunicato a favore di chi sia questa sproporzione. Ma l'importante è la notizia no?

23 febbraio 2010

Fino in fondo!

Ormai 'sta stradaccia l'abbiamo imboccata, e tocca percorrerla fino in fondo.
Tra Catiuscia Marini per il centrosinistra, Fiammetta Modena per il Pdl, e Paola Binetti per l'Udc, tutte evidentemente bei bocconcini, ci si era scordati della radicale Maria Antonietta Farina Coscioni. Che oh, un suo perché oggettivamente ce l'ha.
Proponiamo a questo punto all'elettorato umbro un quadro sinottico, e rilanciamo con un'amara riflessione misogina su quattro donne candidate alla presidenza della Regione Umbria.
O tempora, o mores!



22 febbraio 2010

Straccia de picchie

Si diceva la settimana scorsa delle palesi qualità estetiche di Fiammetta Modena e Catiuscia Marini, le candidate alla presidenza della Regione Umbria.
Se a quanto pare è confermata anche la candidatura di Paola Binetti per l'Udc, beh davvero gran terzetto.

17 febbraio 2010

Binetti! (?!?)

Parrebbe che Paola Binetti, appena lasciato -finalmente- il Partito Democratico per l'Udc, abbia ricevuto la proposta di correre come candidata alle Regionali per conto appunto dell'Udc in Umbria.
Ganzu, fa abbastanza ride come cosa.
Quello che convince un po' poco è che non si capiscono bene le motivazioni che la spingerebbero a bruciarsi subito in una sfida senza speranze come sarebbe qua in Umbria, ed è possibile che sia solo una mossa al rialzo nelle lunghe trattative che l'Udc sta conducendo qua da noi per vendersi al migliore offerente tra centrosinistra e centrodestra.
Se invece veramente sarà così, tutto di guadagnato, che non c'è certo in Umbria tanto elettorato clericale che sottrarrebbe al centrosinistra.

8 febbraio 2010

Insomma insomma (analisi sulle Regionali umbre 2010)

Insomma, dice che ha vinto Catiuscia Marini.
E insomma, meglio lei che Bocci (che se no c'avevo i sensi di colpa che non ho votato).
E insomma, dice che il 28 e 29 Marzo sfida Catiuscia Marini contro Fiammetta Modena.
E insomma insomma, dice du' belle picchie.

5 febbraio 2010

Lo schifo del Pd umbro per le Regionali (bis)

'Ste primarie per l'Umbria stanno facendo seriamente girare le scatole.
Per chiarire, a votare non ci vado, che non appoggio nessuno dei due candidati e tutto ciò che c'è stato dietro non merita di essere graziato dal "bagno purificatore" delle primarie.
Ma quello per cui sto sviluppando un astio profondo è Gianpiero Bocci. Un paraculo, non c'è altro modo di definirlo, che non merita di essere candidato alle Regionali. Anzitutto il giochino condotto dalla sua mozione per eliminare dal campo la Lorenzetti, appoggiando (per poi bruciarlo) Agostini con la sua richiesta delle primarie, contro un'ipotesi del terzo mandato. E adesso le manovre per lisciare il pelo e cercare voti nell'elettorato fuori dal Pd. Rifondazione ha infatti proposto un proprio candidato, il sindaco di Gubbio Goracci, e chiede primarie di coalizione. Sarebbe cosa assai opportuna, e molto più sensata delle primarie che il Pd farà dopodomani. Ma tali primarie di coalizione resteranno quasi sicuramente una mera richiesta, che non si possono organizzare primarie ogni fine settimana, pretendere che la gente ti venga a votare, il tutto concludendosi a meno di una settimana dalla presentazione delle liste per le Regionali. Le aperture che adesso fanno la Marini e Bocci in tal senso sono quindi del tutto strumentali (e la candidatura di Goracci si risolverà anch'essa solo in una carta per Rc per giocare al rialzo nella composizione delle liste). Ecco, in tutto ciò Bocci si sta contraddistinguendo particolarmente. Di provenienza e cultura centrista, gioca a fare e a presentarsi come il sinistrorso, il Vendola umbro, e si lancia in sperticate quanto infondate dichiarazioni d'amore verso le primarie di coalizione e Rifondazione Comunista (la cui dirigenza sotto sotto gli tiene il gioco).

Un'altra cosa. C'è da constatare con amarezza come la nascita del Partito Democratico abbia portato un fortissimo esasperarsi dei personalismi e del correntismo, a danno della politica fatta sul territorio e della partecipazione democratica. Non dico che nei Democratici di Sinistra queste cose fossero del tutto assenti, ma di fondo c'era un'altra concezione del Partito e del fare politica. Bell'affare.

2 febbraio 2010

Lo schifo del Pd umbro per le Regionali

Parliamo della farsa grottesca in cui si è cacciato il Partito Democratico umbro per la scelta del candidato alle Regionali.
Settimana scorsa si diceva come, eliminata dai giochi per questioni essenzialmente correntizie, il Pd si fosse ritrovato a corto di candidati autorevoli, e si stesse dibattendo nella ricerca di un "candidato condiviso". Il tutto, con la spada di Damocle delle primarie sulla testa, a causa della candidatura del veltroniano Agostini, che pur non godendo risaputamente del consenso di gran parte dei suoi compagni di corrente, i franceschiniani di Area Democratica, col loro silenzio-assenso s'è candidato, andando così a bloccare una soluzione politica del terzo mandato alla Lorenzetti (indubbiamente il minore dei mali, nell'attuale situazione politica).
E' così che sono state indette le primarie, all'interno del Pd, per il 7 febbraio, una settimana a ridosso della presentazione delle liste per le regionali, e ad Agostini si sono aggiunti l'ex sindaco di Todi Catiuscia Marini, e Gianpiero Bocci. La prima, di area bersaniana, è notoriamente in un filo di continuità con la Lorenzetti, , e dopo la sua seconda sindacatura Todi è stata conquistata dalla destra; il secondo, proveniente dal mondo clientelare delle comunità montane e dal consiglio regionale, era uno dei capibastone della Margherita umbra; oltre all'appoggio di quasi tutti i franceschiniani, dovrebbe poter trovare appoggi anche in altri settori del partito.
Tempo due giorni, e ieri Agostini ha annunciato con comunicati di fuoco il ritiro della sua candidatura, accusando Area Democratica di averlo strumentalizzato e illuso per poi scaricarlo a favore di Boccia. Mah! La cosa puzza, che se veramente un politico di lungo scorso come Agostini è stato così ingenuo da ignorare una situazione di fatto (ossia che era inviso a larghissima parte del partito, e alle primarie non avrebbe certo avuto il sostegno neanche della sua area) c'è veramente da preoccuparsi. Comunque. A conti fatti, quella che è evidente è la manovra politica spregiudicata che è stata fatta per portare avanti Bocci. Appoggiare chi si è impuntato per primarie ridicole, al solo scopo di mettere fuori gioco quello che era il candidato più autorevole e sostenuto da tutto il resto del centrosinistra. Poi, ottenuto l'obiettivo, sacrificarlo pure Agostini, e concentrarsi su Bocci contro una brutta replica della Lorenzetti. Queste sarebbero le primarie umbre, il preteso esercizio di democrazia in cui un partito incapace di trovare un buon candidato condiviso, dopo mesi di manovre e lotte di potere pretende di chiamare elettori e simpatizzanti a scegliere tra due candidati mediocri.
Ciò poi tutto in sprezzo al resto della coalizione di centrosinistra, che ha a lungo riconosciuto quella che era la logica pretesa del Pd di esprimere il candidato alla presidenza della Regione. Vedendo il pantano in cui si è invece cacciato e la manifesta incapacità politica, bene ha fatto Rifondazione Comunista a candidare il sindaco di Gubbio Orfeo Goracci, e a chiedere le primarie di coalizione. Queste avrebbero un senso. Ma saranno parole al vento.
E non resta che vedere che succederà domenica, e sperare che lo schifo che è avvenuto in questi mesi non trapeli troppo e nei dettagli nell'elettorato.

27 gennaio 2010

Lo sfascismo del Pd umbro per le Regionali (e l'insipienza delcentrodestra)

Vista la situazione che permane di stallo, si commenta il bordello in cui s'è cacciato il Partito Democratico in Umbria per la scelta del candidato alle regionali, che merita.
In Puglia il dissidio, di tutto il centrosinistra, aveva in fondo una giustificazione politica.
In Umbria non ci sono scusanti. Il Pd, che non c'ha problemi di fare alleanze strane con l'Udc, e a cui tutti i partiti del centrosinistra hanno delegato la scelta del candidato alla presidenza della regione, non è assolutamente in grado di trovare un candidato condiviso e di spessore. Tanto che la proposta migliore fatta in queste settimane è stata il terzo mandato (dietro necessaria deroga) della presidente uscente Maria Rita Lorenzetti. Che 15 anni sì diventano troppi, ma in mancanza di meglio (e come sarà in Emilia Romagna con Errani) almeno conosce bene la Regione Umbria, e non ha certo lavorato male. Al che però interviene lo spirito sfascista di quella parte del Pd che non ha ancora accettato che il congresso sia finito, e per cui tanto peggio tanto meglio. Via allora a ricorsi, statuti e commissioni di garanzia (sospettate di non garanzia tra l'altro). Si blocca la candidatura della Lorenzetti, e ci mette il carico Mauro Agostini. Costui, noto essenzialmente per essere un fedele veltroniano, da cui venne fatto all'epoca tesoriere nazionale del Pd -incarico di cui si ricorda soprattutto il libro che scrisse contro i suoi predecessori, tesorieri di Ds e Margherita-, forte dell'appoggio di alcuni  "giuristi" che il Partito Democratico è riuscito a porre tra le sue guide politiche, s'è candidato, al momento da solo, a delle primarie di partito che nessuno vuole e che verrebbero usate solo in funzione ostile contro un'altra parte del partito. Perché questo è il punto fondamentale, c'è solo una lotta tra frazioni del partito, a prescindere dalle valutazioni politiche o di semplice opportunità.
Davvero, si sta facendo un casino che rischia di avere conseguenze pesantissime. Non ci si può permettere di giocare sull'Umbria, in questa difficile situazione politica.

Una nota a parte però merita il centrodestra. Che qui si vede chiaramente come abbia una classe politica assolutamente inadeguata (tante cose si possono dire sul sistema di potere del centrosinistra in Umbria, ma si rimane comunque un passo avanti a loro). Potrebbero sfruttare questa situazione criticissima del centrosinistra, trovando per tempo un candidato autorevole come è stato l'anno scorso Baldassarre a Terni, fare una buona campagna elettorale, e quest'anno potrebbero seriamente giocarsela. Invece no, giocano di rimessa, aspettano le scelte del Pd, nel frattempo vengono ventilati nomi tutti improbabili e di scarso profilo, e insomma stanno sprecando l'occasione della vita.
Meglio così.

25 gennaio 2010

Esultanze democratiche

Un tantino sconcertato dall'esultanza di tanti democratici per la vittoria di Vendola, rappresentante delle sinistre, alle primarie di coalizione in Puglia.
Quegli stessi democratici giubilanti, che non dissero mai nulla quando le sinistre venivano emarginate, e si approvavano leggi che impedivano di riuscire a ottenere una rappresentanza ai parlamenti nazionale ed europeo...
Lo spirito unitario e di partito all'interno del Pd riserva sempre sorprese.

[fuori dalle righe, il consenso dato a Vendola da larghi settori del Pd in esclusiva ottica anti-dalemiana e quindi anti-bersaniana beh, è abbastanza preoccupante per loro]

21 gennaio 2010

Interrogativi morali molto stringenti

Tutto oggi è stato dominato dallo stringente interrogativo morale se è lecito sperare di perdere Venezia alle comunali, pur di sciacquarsi da li coglioni Brunetta.
[il primo pensiero alla notizia della candidatura in realtà era stata una cattiveria su acqua alta e statura bassa; manco la si voleva mettere, ma dopo che anche Ruotolo l'ha detto dajece sta tutta]