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19 luglio 2011

Abolizione dell'Umbria, questione delle province, San Valentino e terre irredente

Scopresi che tale Galli, leghista presidente della Provincia di Varese, avrebbe proposto per razionalizzare i costi della politica l'abolizione della Regione Umbria e del Molise.
La presidente Marini interviene subito alquanto giustamente guasta. Ma la cosa pesa è che per rivendicare la legittima aspirazione all'esistenza dell'Umbria, come prima cosa butta là l'avere dato i natali a San Francesco, Santa Chiara, San Benedetto e Santa Rita.
Bah.
Che poi, se proprio non si riesce a elaborare qualcosa di culturalmente più rilevante dei santi (con buona pace della battaglie laiche sul loro inserimento nello Statuto regionale), beh allora c'è da reclamare con forza il buon vecchio San Valentino.

Comunque, sul tema più generale della riduzione dei costi della politica, e la tanto polemizzata abolizione o meno delle province. Eliminarle mi sa una sciocchezza, specie in grandi regioni, ad esempio, sono necessari livelli intermedi tra il piccolo comune di poche decine di abitanti e il livello regionale. Quello che è necessario è 1 verificare e revisionare con attenzione compiti e competenze 2 mettere un freno alla proliferazione di ennesime nuove province e al localismo esasperato 3 procedere a una razionalizzazione, e al necessario accorpamento di un buon numero di province.
Da ultimo, ma non in ordine di importanza, procedere all'inclusione di Spoleto e dintorni, Valnerina, Cascia e Norcia all'interno della Provincia di Terni, che queste terre irredente, soggette al bieco dominio grifo-conigliesco-perugino, sono un'offesa di fronte a Dio, SanFrancesco-SantaChiara-SanBenedetto-SantaRita-SanValentino e agli uomini.

29 aprile 2010

Giunta Marini

E' stata presentata sabato la lista di sette assessori componenti la nuova giunta regionale dell'Umbria, a guida Marini. Sette, a cui dovrebbe aggiungersene un altro, esponente di Prc-Pdci.
Oggettivamente, un po' di problematicità ci sono.
E' da premettere la difficoltà della composizione, che deve bilanciare la rappresentanza di partito (e di corrente, per il Pd) con il principio di territorialità.
Sui partiti, gli assessori saranno cinque democratici (Riommi di Foligno, Cecchini di Città di Castello e Rossi di Terni per i bersaniani, Tomassoni del Lago e Bracco di Perugia per i franceschiniani), un socialista, Rometti, di Perugia, e una dell'Idv, Casciari, anch'essa perugina. In più, in attesa di un rappresentante della "sinistra radicale".
Su questo poco da dire, bilanciamento preciso, giusto i "mariniani" del Pd magari si lamentano.
Il problema si pone sulla rappresentanza territoriale. Poco da dire, un solo consigliere su 7 per l'intera provincia ternana è troppo poco.
In parte si intreccia con la scelta dei franceschiniani, Tomassoni invece di Brega.
In parte con le polemiche interne a Rifondazione.
Il Comitato Politico Regionale del Prc ha infatti designato come membro per la giunta Vinti, il segretario regionale. Decisione a maggioranza, contrari importanti esponenti come Goracci e Stufara.
Solo che, in primis Vinti a febbraio polemizzò non poco contro la Marini, appoggiando piuttosto apertamente Bocci alle primarie; in secondo luogo, un quarto rappresentante non di qualche territorio della provincia, ma proprio anch'egli di Perugia, beh, è francamente un po' eccessivo. Ragioni per cui la Marini ha rifiutato il suo nome.
E adesso... problema ancora aperto...